Dal sospetto diagnostico di amiloidosi cardiaca è necessario giungere rapidamente alla conferma diagnostica definitiva. Infatti, è noto che la prognosi del paziente si modifica in maniera sostanziale se la terapia specifica viene iniziata precocemente. Fino ad alcuni anni fa, si poteva ottenere una diagnosi di amiloidosi cardiaca solo in maniera invasiva tramite una conferma istologica dell’infiltrazione di fibrille amiloidi nel miocardio. Tuttavia, la biopsia miocardica non è una procedura priva di complicanze e necessita di essere effettuata in centri di esperienza. Nel 2016 è stato introdotto un algoritmo diagnostico che permette di giungere in maniera non invasiva alla diagnosi di amiloidosi cardiaca, combinando i risultati della scintigrafia ossea (specifica per la diagnosi di amiloidosi cardiaca da transtiretina – amiloidosi TTR) e di esami ematologici ematici e urinari (specifici per la diagnosi di amiloidosi cardiaca da catene leggere – amiloidosi AL). Dall’introduzione di questo algoritmo, il numero di diagnosi di amiloidosi cardiaca è enormemente aumentato
Dr.ssa Beatrice Musumeci, Roma
Dr.ssa Beatrice Musumeci, Roma
Dr.ssa Beatrice Musumeci, Roma
Dr.ssa Beatrice Musumeci, Roma
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Università La Sapienza, Roma